Gas leak detection

Gas leak detection

 

DPR n547 del 27.04.1955 

Limiti della normalizzazione.
La norma UNI-CEI 70.028 ha preceduto la Norma europea 50.194, ed è più restrittiva di quest’ultima che include i semplici segnalatori acustico-luminosi con alimentazione da rete o tramite batterie di emergenza, classificandoli come dispositivi di tipo “B”.
La UNI-CEI considera come rivelatori normalizzati solo quelli predisposti per l’attività di un dispositivo di intercettazione del gas, precisando soltanto il limite di affi dabilità dei semplici segnalatori.

Limiti di esplosività.
Un’esplosione è un fenomeno di combustione molto rapido con conseguente variazione brusca della pressione.
L’esplosione avviene in presenza di due condizioni:
1) presenza di gas nell’aria in proporzione compresa tra il limite inferiore (LIE) e quello superiore (LSE), al di là dei quali il fenomeno non si verifica nelle normali condizioni di pressione.
2) sorgente di innesco (arco elettrico, scintilla, fiamma, superficie molto calda).
I due limiti di infiammabilità sono esprimibili in volume percentuale della miscela gas-aria oppure in ppm (parti per milione).
Per alcuni gas, (es. ossido di carbonio), la soglia di tossicità è più bassa del LIE e quindi un rivelatore non deve essere tarato con riferimento a tale soglia.

Conformità.
Affinchè un rivelatore di gas per uso domestico o similare sia conforme alla norma, oltre alla marcatura CE, deve ottemperare ai seguent requisiti:
- essere idoneo a rivelare un solo tipo di gas, espressamente indicato sulla targa identificatrice.
Sono quindi vietati apparecchi rilevanti contemporaneamente più gas con un unico sensore;
- essere equipaggiato di un circuito d’allarme e di uno per il comando diretto o indiretto di un’elettrovalvola a riarmo manuale, atta ad interrompere il flusso del gas con un ritardo di 10-30 secondi di allarme;
- la taratura deve essere compresa con valori tra il 5% ed il 20% del LIE del gas combustibile da controllare;
- non sia possibile a persone non esperte accedere alle parti interne dell’apparecchio;
- essere previsti per un’installazione fissa con alimentazione da rete;
- disporre di un’uscita per riportare gli allarmi in altro ambiente.

 
    

Esempio di installazione:

- il rivelatore di metano va posto a 30 cm. dal soffitto, non posizionato sulla verticale di un apparecchio di cottura;
- il rivelatore di GPL viene posizionato a 30 cm. dal piano di calpestio e a non più di 4 metri dall’utilizzatore;
- in ogni caso un rivelatore non deve essere posto in posizione ove sia ostacolata la circolazione d’aria, ma anche dove questa è facilitata dalla presenza di flussi che potrebbero far diminuire localmente la concentrazione di gas e falsare quindi il reale stato dell’ambiente.

 1 - caldaia
 2 - cucina
 3 - ventilazione
 4 - scaldabagno
 5 - sensore
 6 - centralina
 7-elettrovalvola  a 
  riarmo manuale
 8 - gas dal la rete
 9 - rivelatore

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