Perchè in taluni impianti

Perchè in taluni impianti

GPL significa gas di petrolio liquefatti. Le miscele in commercio sono ottenute da gas naturali e sono composte principalmente da propano e butano. La relativa facilità di passaggio dallo stato liquido a quello gassoso (vapore) è la sua principale caratteristica.


GPL significa gas di petrolio liquefatti. Le miscele in commercio sono ottenute da gas naturali e sono composte principalmente da propano e butano. La relativa facilità di passaggio dallo stato liquido a quello gassoso (vapore) é la sua principale caratteristica. Un litro di prodotto allo stato liquido riesce a produrre 250 litri di vapore. In questo modo può essere facilmente immagazzinato e trasportato. In pratica 1 litro di gpl allo stato liquido pesa 1/2 Kg. e in fase gassosa ha un volume di circa 0,25 mc. Essendo completamente inodore viene odorizzato (a termini di legge) con apposite sostanze che lo rendono immediatamente avvertibile . E' importantissimo, essendo un gas più pesante dell'aria, in caso di fuga di gas all'interno di un ambiente, areare immediatamente i locali ed interrompere l'erogazione di energia elettrica. Il gpl non é tossico,ad alte concentrazioni, bisogna però tener presente che se all'interno di un locale c'é un'alta concentrazione di gas può sopraggiungere il rischio di asfissia. Il gpl ha un rendimento nella combustione assai elevato ed un potere calorico pari a 50.00 Kj/Kg. Questo sta a significare che bruciando 1 Kg di gpl si ottiene tanto calore quanto se ne otterrebbe bruciando 2 Kg di carbone o 6 Kg di legna, oppure consumando 11 Kw/h di energia elettrica .

Nella raffinazione i gas di petrolio liquefatti (GPL) sono sostanzialmente costituiti da propano o butano (o loro miscele); cioé da idrocarburi ottenuti allo stato gassoso nel processo di raffinazione del petrolio. Tali gas, per essere più facilmente trasportati e conservati, si trasformano in liquido sottoponendoli a pressione; nell'impiego pratico, alle condizioni d'utilizzo (pressione atmosferica e temperatura ambiente), assorbendo calore, il liquido ritorna allo stato gassoso. Il GPL é messo a disposizione degli utilizzatori in recipienti portatili (bombole o fusti di capacità diversa); generalmente nel caso d'utenze domestiche con modesti consumi, oppure, in recipienti fissi di varia capacità (serbatoi =) come da figura vedasi sopra) che periodicamente sono riforniti con trasferimenti del combustibile da apposite autocisterne; sono interessate le utenze, anche domestiche, con consumi maggiori; ed infine con distribuzione canalizzata attraverso una rete di tubazioni (analoga a quella del metano) che, alimentata da grossi serbatoi fissi, lo distribuisce a nuclei abitati con un numero più o meno grande d'allacciamenti privati. Per quanto concerne, bombole, fusti e serbatoi contenenti gas di petrolio liquefatto, al momento del riempimento, un certo volume (80%) é occupato dal liquido mentre la parte restante (20%) é impegnata dal vapore che da quello si sviluppa. La pressione che il gas possiede all'interno del recipiente (tensione di vapore) varia al variare della temperatura ed aumenta al crescere di questa. Alla temperatura di 20 °C la tensione di vapore del propano commerciale é di 8 bar, quella del butano commerciale di circa 2 bar, mentre quella delle loro miscele, in relazione alla proporzione dei componenti, varia tra 3 e 5 bar. In pratica, la pressione, nei contenitori di GPL, può variare da 2,5 a 8 bar. Il GPL, sfrutta il calore dell'ambiente esterno, lo assorbe e gradualmente passa spontaneamente allo stato vapore; tale possibilità conferisce al GPL, nelle applicazioni pratiche, i vantaggi tipici dei combustibili gassosi. Le reti che distribuiscono gas (distribuzione canalizzata), in base alla pressione massima d'esercizio, sono ripartite in quattro categorie, per ciascuna delle quali la normativa formula prescrizioni diverse. Per reti chedistribuiscono GPL a nuclei d'abitazioni é consigliabile mantenere la pressione di trasporto del gas entro il valore di 1 bar; si utilizzano preferibilmente canalizzazioni di 6a specie. La riduzione finale per il passaggio della pressione media di trasporto a quella bassa d'utenza si fa, secondo le indicazioni dettate dalla norma UNI 8827, prima della derivazione d'utenza. Si hanno due possibilità: impiegare un'apparecchiatura unica di riduzione (gruppo di riduzione) che sovrintende a più utenze oppure un'apparecchiatura destinata al singolo punto di consegna.




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